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Benvenuto a Faleria
Breve sintesi storica.
Faleria è la denominazione attuale (dal 1872) del Borgo medievale di Stabia, il cui nome è stato connesso ad un ipotetico luogo di sosta (stabulum) lungo la romana via Flaminia o una sua derivazione, il sito comunque era occupato in epoca antica, come attestano le necropoli falische del territorio circostante e forse alcune delle cavità artificiali poi utilizzate come cantine nelle case del paese. Il Castrum Stabiae o Stablae menzionato a partire dal 998, faceva parte come Mazzano e Calcata della Grande azienda agricola la Domusculta Capracorum , di Papa Adriano I, fu poi del monastero di S.Gregorio al Celio e dal XII secolo, degli Anguillara (nel 1504 vi fu assassinata Girolama Farnese moglie di Giuliano dell’Anguillara) nel 1660 fu acquistato dai Borghese e perse gradualmente d’importanza. Il nucleo più antico del Borgo (X-XII secolo) occupò l’estremità triangolare dello sperone tufaceo delimitato da due profondi fossi sino a comprendere la Piazza della Collegiata con la chiesa di San Giuliano, oltre la quale (lungo la fronte posteriore del Palazzo Anguillara) doveva correre nell’unico tratto facilmente accessibile, una difesa muraria con un solo ingresso. L’abitato si articolava su una via centrale ( la via falisca), cui si legavano ortogonalmente le viuzze minori, tutto questo settore, abbandonato nel 1973, è in totale disfacimento.
La chiesa di san Giuliano conserva della fase romanica originaria ( che sembra databile tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo) il fianco lungo la via Fallisca, animato da lesene ed in cui si aprono una feritoia strombata e una monofora, un tratto del pavimento cosmatesco all’interno soprattutto il campanile.
Quest’ultimo ha inferiormente due ordini di bifore cieche a pilastro con decorazione geometrica in cotto, superiormente due ordini di bifore in origine tutte con colonnina centrale.
Frammenti altomedievali reimpiegati attestano una più antica fase della chiesa, mentre al secolo XVI risale il rifacimento della facciata e al XVII la costruzione delle volte Interne, vi si conserva una pregevole tavola quattrocentesca con il Salvatore.
Alla fine del XIII secolo a ridosso della fortificazione nacque il primo nucleo del castello costituito da un recinto merlato racchiudente una torre quadrata, una circolare e pochi ambienti di servizio, nel secolo successivo vi si aggiunse una cappella affrescata.
Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo Flaminio Anguillara lo trasformò in un monumentale palazzo, oltre il portale marmoreo sormontato da caditoia ebbe un cortile interno, con una loggia ed un scalone di accesso al piano nobile, e sulla facciata verso la chiesa si aprirono sontuosi balconi rinascimentali. L’antica porta d’accesso al nucleo fortificato originario fu trasformata in torre con stemma degli anguillara e collegata al Palazzo come la contigua torre della saracinesca dell’antica cinta. Contemporaneo è un notevole ampliamento dell’abitato con strade ortogonali che venne racchiuso in una cinta quadrilatera tuttora esistente sul versante orientale con torri e due porte.
Accanto al palazzo cui è collegata da un passaggio coperto, sorse la chiesa di Sant’Agostino, con originale prospetto in laterizio, che racchiudeva la cripta sepolcrale degli Anguillara, all’esterno del palazzo, forse sul sito dell’antico fossato, si formo una piazza (Piazza Anguillara) chiusa su un lato dalla sede della confraternita della Misericordia, gia denominata piazza dei Pozzi ( per la presenza in essa dei contenitori di Grano, il tratto meridionale delle mura rinascimentali e la porta romana sono stati demoliti alla fine dell’800 per la costruzione dell’attuale Municipio dall’antistante Piazza Garibaldi gia piazza del Campo, si diparte un tridente di strade lungo le quali si estende l’ampliamento settecentesco ormai deturpato dall’espansione recente. Ai margini dell’abitato, oltre ai resti di una chiesetta romanica dedicata a san Nicola, è la chiesa della Madonna di Pietra Fitta, voluta dagli Anguillara 1599. Dalla stessa famiglia fu costruita nel XVI secolo il Casale della Carlotta, una palazzina di Campagna a pianta quadrata con torre angolare decorata all’esterno a graffiti, all’interno con affreschi raffiguranti scene di caccia e lo stemma Anguillara ( la vera di un pozzo reca la data 1583). Nel territorio di Faleria sono alcuni dei castelli della Valle del Treja: Castello Paterno e Castel Fogliano si dispongono all’estremità di due dorsali collinari adiacenti; più a Nord è l’insediamento medievale dei Muracci di Santa Maria.
Da Ottone III di Sassonia
Di Gaetano Messineo
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Ben arrivati nel Comune di Faleria attraverso il sito internet. Con questo nuovo strumento si vuole facilitare l'accesso a tutte le informazioni del
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del territorio, dalle associazioni ai servizi e documenti. Il sito internet si presenta oggi con tante informazioni e
documenti, ma sarà in continua evoluzione e
continuamente aggiornato. L'obiettivo è quello di offrire al più presto uno strumento di comunicazione sempre più aggiornato e
trasparente. Tutti coloro che visiteranno il sito
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avranno l'opportunità di conoscere ed accedere ad una grande quantità di
informazioni, dati e documenti di pubblica utilità. Nel sito potranno trovare posto tutte le associazioni
di Faleria con proprie informazioni e pubblicazioni.
A tutti i frequentatori del sito
www.faleria.info il mio benvenuto e cordiale
saluto.
Avete deciso di venirci a trovare? Se si, vi forniamo alcune indicazioni
che possono tornare utili. Faleria per la sua posizione geografica, non ha quasi mai avuto
una vocazione turistica, troppo vicino ad una città come Roma, ma non su di un strada
principale, è stata sempre oggetto di visite casuali, di passaggio, questo nonostante il
territorio e gli aspetti architettonici fornissero sicuramente del materiale adatto a brevi
escursioni, questo aspetto ha creato altresì, poco interesse da parte dei faleriani ad
investire in strutture ricettive, che dovendo necessariamente basarsi su di un bacino d'utenza
limitato, non fornivano prospettive sicure, nel contempo si dedicavano però con discreto
successo alla campagna traendone risultati sicuramente incoraggianti. Il prodotto di questa
situazione è che Faleria, sconosciuta ai più, ha mantenuto e valorizzato le proprie tradizioni
che sono però, ancora oggi, poco accessibili al turista.
Il turista più smaliziato, sa però, che queste sono le realtà più interessanti da visitare e
conoscere, qui ancora puoi, come diceva qualcuno più bravo di me, rubare l'anima del posto.
Provate a seguirmi in un ideale giornata a Faleria. Venendo da fuori è immediato l'impatto con
la natura, il territorio è profondamente articolato in vallate scavate nei millenni, da numerosi
torrenti di piccole dimensioni, cercate di immergervi nei rumori e nei profumi della natura
perchè sarà questo l'aspetto predominante di tutto il viaggio, iniziamo la giornata con la
visita ai ruderi del Castello di Paterno, torniamo indietro di mille anni, per alcuni giorni
il posto in cui state camminando diventò il centro del mondo, infatti qui trovo rifugio e poi
la morte Ottone III, non vi limitate alla struttura principale, tutt'intorno, nella zona è
possibile trovare i resti di questo complesso, mentre nella zona a nord, la forra sprofonda
per un centinaio di metri lasciando intravedere sul fondo lo scorrere del fiume Treja, che
qualche chilometro più avanti si getterà nel Tevere, nella parte a sud, verso Faleria si
sviluppa il bosco comunale, che copre oltre 700 ettari, addentratevi potreste scoprire a
seconda del periodo aspetti e paesaggi veramente affascinanti, se siete stanchi oppure è
ormai ora di pranzo rientrate a Faleria, le offerte come precedentemente accennato non sono
molte, ma comunque è possibile trovare, posto in uno dei caratteristici ristoranti,
dopo aver mangiato, senza riprendere la macchina facciamo un giro per il centro
storico, dalla piazza principale, scendiamo giù per il borgo, e dopo pochi metri ci troviamo
sotto al Castello degli Anguillara, proseguiamo sulla stradina che costeggia il
Castello, ed entriamo nella piazza della Collegiata, visitiamo la Chiesa di San Giuliano,
ripercorriamo la storia del nostro Patrono, usciti dalla chiesa sulla sinistra del Castello
, nascosta, c'è la chiesa di Sant'Agostino, ci fermiamo ancora un pò ad ammirare lo spettacolo
della forra con in fondo il fosso della Mola, poi torniamo indietro, facciamo un giro
all'interno dei "vicoli", scoprendo tutti gli angoli più caratteristici, assaporando
gli odori di quella atmosfera quasi irreale, non è difficile imbattersi in qualche cantina
aperta, dove, con un pò di faccia tosta, si può chiedere di assaggiare un buon bicchiere
di vino per chiudere la giornata, prima di andar via è quasi obbligatorio fermarsi, o
presso la pasticceria o presso i forni e fare incetta di dolcetti tipici (
tozzetti, morette, spumoni, tisichelle, oppure le particolarissime
ciambelle all'anice ) così quando sarete a casa, un pò di Faleria sarà comunque con Voi.
Se poi volete approfondire la scoperta di questi luoghi e` possibile fermarsi a
dormire presso
-
B&B VacanzeCalcata - (Tel. 0761 587691 ),
avrete cosi modo di rilassarvi e contibuare la vostra avventura il giorno dopo.
A presto.
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2010
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